Arrivano i giorni dello scambio degli auguri di Natale. Cene, feste, ritrovi, aperitivi per dirsi e darsi gli auguri di Buone Feste. Per noi cristiani e per il mondo intero non è genericamente solo una buona festa ma nell’augurio che ci scambiamo dovrebbe risuonare il motivo per cui facciamo festa: rinnovare la memoria del Figlio di Dio che viene al mondo.
Forse lo diamo fin troppo per scontato, forse abbiamo passato tanti Natali e ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Ecco, a volte l’abitudine rischia di farci sorprendere più, e gli eventi belli e importanti che il calendario liturgico e la celebrazione scandiscono non esser valorizzati appieno. E allora prepariamoci a riscoprire l’augurio di Buon Natale con la consapevolezza e la meraviglia che nel Natale si rinnova un mistero grande della nostra fede, quello dell’incarnazione: Dio non è rimasto solo lassù in cielo a contemplare il creato dall’alto ma è sceso, si è “sporcato le mani” per farsi conoscere e per amare ancora di più, si è fatto il più vicino possibile all’uomo, si è fatto Lui stesso vero uomo per mostrarci come sa amare il nostro Dio.
Ci lasceremo incantare dai nostri bambini che sentono loro, di più degli adulti, il Natale nel cuore, nelle fibre del loro corpo, e sanno trasmetterci quella grande verità di chi sta scoprendo non solo i regali ma i regali di Dio: Qualcuno più grande che sa donare non solo le cose, ma la vita stessa e la vita nell’amore.
Don Andrea