Il mese di agosto per noi italiani è il mese per eccellenza delle vacanze. I paesi si svuotano e ci si riversa ai monti o al mare o in altri luoghi di villeggiatura. E’ vero che ormai tante case sono dotate di impianti di aria condizionata e il caldo si può mitigare ma vacanza non è solo cercare refrigerio e fuga dal caldo, è anche far posare lo sguardo e la mente su altri panorami, non vedere sempre le stesse cose.
Un bel panorama dall’alto di una montagna, il rumore del mare al mattino presto, un tramonto, un’alba, oppure una città o un paese diversi dal nostro aiutano a dare una prospettiva diversa al nostro sguardo. E allora i pensieri e l’animo si aprono a qualcosa di bello, innalzano lo spirito e fanno respirare a pieni polmoni, ci fanno uscire dalle ristrettezze della quotidianità della vita.
Perché abbiamo bisogno di uno sguardo diverso e di uno stacco dalla ferialità dei giorni. Proprio per vedere le cose senza l’affanno di tutti i giorni, senza lo stress delle cose da fare, con un tempo più dilatato e disteso per rallentare e chiederci anche: dove sto andando? Dove stiamo andando?
Le notizie che ci arrivano in questi mesi, ormai in questi anni sono notizie di guerre, violenze, disumanità. Ma la chiesa ci ha introdotto, e lo stiamo vivendo, anche nell’anno del Giubileo e non a caso il tema è quello della speranza.
Se la tentazione è quella di lasciarci vincere dalle cose che non vanno, che non funzionano, il Papa a nome della chiesa ci sta invitando a ritrovare le ragioni della speranza.
E allora è segno di speranza che migliaia di giovani questa domenica siano lì a Roma a celebrare tutti insieme il Giubileo da “pellegrini di speranza” e anche la nostra delegazione di giovani sarà presente; e un segno di speranza che un giovane di Cuggiono abbia detto il suo sì a Dio mettendo la sua vita a disposizione dell’annuncio del Vangelo in diocesi di Aosta; è un segno di speranza che un giovane sposo di Castelletto vivrà la sua vocazione al matrimonio unita a quella del diaconato permanente a servizio della nostra chiesa milanese. I segni di speranza non mancano anche qui vicino a noi. Vuol dire che il Dio della speranza non ci ha abbandonato e non vuole abbandonare il mondo.
Questa estate proviamo a cogliere i segni di speranza che sono stati seminati e ad essere portatori di quella speranza che nasce dalla fede. Buone vacanze a tutti!
Don Andrea