Il nostro bell’oratorio fa festa e dà avvio al nuovo anno insieme a tutti gli oratori della Diocesi. Fare festa è riconoscere che c’è un dono ricevuto, una compagnia da gustare, degli spazi da vivere e animare e soprattutto riconoscere che il maestro Gesù ci invita a stare con Lui e a condividere con Lui la vita intera.

In questo fine settimana facciamo festa riconoscendoci tutti partecipi di un cammino che riprende.

Fare festa vuol dire anche ringraziare. E penso alle tante persone che con il loro impegno dedicano tante energie e tanto tempo per le attività in oratorio, ma anche chi tiene in ordine gli spazi, li pulisce, chi serve al bar dell’oratorio, chi non è visibile ma dietro le quinte fa andare bene la “macchina” dell’oratorio e delle sue molteplici attività: ricreative, di catechismo, di sport…

Quando il Vicario Episcopale ha convocato i membri dei Consigli Pastorali una sera a Rho all’inizio di questo mese, ha lasciato tra le varie cose questa indicazione: curate gli oratori. Dedicate tempo, energie, persone che si prendano a cuore i ragazzi, gli adolescenti e i giovani.

Ha fatto anche una riflessione sul tema delle vocazioni legata proprio alla cura dell’oratorio. Ha detto che nella nostra realtà ambrosiana la vocazione al sacerdozio matura soprattutto all’interno degli oratori e se non si curano e alimentano questi, le vocazioni non emergono e infatti i numeri dei preti ordinati calano. Curare gli oratori vuol dire curare anche le vocazioni.

E allora non perdiamoci d’animo, facciamo festa come ci suggerisce lo slogan dell’anno oratoriano di quest’anno: SEI NELLA FESTA.

Valorizziamo sempre più il nostro oratorio come luogo di incontro, di crescita umana e cristiana, di esperienza sana di sport, di cultura.

Non basta avere un bell’edificio: abbiamo bisogno di renderlo edificio spirituale che vuol dire che chi entra nel nostro oratorio ne deve uscire migliore, più attento, più responsabile, più sensibile, più umano, più capace di amare come Gesù.

Invochiamo Don Bosco, patrono dei giovani e del nostro oratorio, perché ci accompagni in questo nuovo anno e ci renda capaci di vivere l’oratorio in questo nostro tempo con lo spirito con cui lui ha pensato l’oratorio e l’ha trasmesso ai suoi successori.

Chiediamo al Signore di sentirci un’unica famiglia che prende a cuore i suoi figli più giovani per aiutarli nel cammino della vita e per saper essere noi adulti quei testimoni coraggiosi che sanno indicare con la parola e l’esempio la vita buona e bella, quella che Gesù ci insegna.

Don Andrea