Un’occasione preziosa per fermarsi, conoscere più da vicino la figura di San Francesco d’Assisi e lasciarsi interrogare dalla sua esperienza di vita e di fede. Nei giorni scorsi la Basilica di San Giorgio Martire di Cuggiono ha ospitato la mostra “L’uomo divenuto gratitudine”, proposta a cura del Servizio per i Giovani e l’Università della Diocesi di Milano.
L’esposizione si è inserita in modo particolarmente significativo nel cammino di questo anno dedicato a San Francesco, una figura che ha accompagnato anche l’esperienza estiva dei bambini, dei ragazzi e degli animatori dell’Oratorio San Giovanni Bosco attraverso il tema “Bella Fra!”.
Il percorso della mostra ha permesso di incontrare un Francesco forse diverso da quello che siamo abituati a immaginare: non semplicemente il Santo ormai arrivato alla pienezza della propria vocazione, ma prima di tutto un giovane con sogni, desideri, domande, dubbi e momenti di difficoltà.
È proprio attraversando le proprie fragilità, le sconfitte e le domande più profonde che Francesco scopre progressivamente una felicità nuova. Il suo incontro con Cristo cambia il modo di guardare se stesso, gli altri e il mondo, fino a trasformare tutta la sua esistenza in un autentico canto di gratitudine.
La mostra ha così offerto ai visitatori non soltanto l’occasione di conoscere meglio la storia del Santo di Assisi, ma soprattutto uno spazio nel quale interrogarsi sulla propria vita: che cosa rende davvero felice una persona? Dove cerchiamo la nostra realizzazione? Come possiamo imparare a riconoscere il bene e i doni presenti nelle nostre giornate?
Domande antiche e, allo stesso tempo, profondamente attuali.
Accogliere questa mostra nella nostra Basilica è stato anche un modo per proseguire il cammino iniziato nei mesi estivi con bambini e ragazzi, ricordando come la testimonianza di San Francesco possa parlare ancora oggi a tutte le generazioni. La sua vita continua infatti a indicare la bellezza di un’esistenza capace di affidarsi al Vangelo, di riscoprire la fraternità e di riconoscere ogni giorno motivi per dire “grazie”.