Arrivano i giorni dello scambio degli auguri di Natale. Ci si ritrova come parenti, come amici, come colleghi di lavoro; nei gruppi, nelle associazioni. Anche in parrocchia e in oratorio, personalmente o insieme ci si scambierà l’augurio: Buon Natale! Può risultare un rito scontato, stanco e ripetitivo, che non sa più di niente. Proviamo quest’anno a pensare e a chiederci che cosa voglio augurare a quella persona, a quel parente, a quell’amico, a quel collega mentre formulo questo augu- rio. Augurando il Buon Natale, quello che viene dalla gioia per la memoria della nascita di Gesù, il Figlio di Dio che viene al mondo, dovremmo sempre augurare all’altro la gioia della rinascita secondo lo Spirito. Allora il Buon Natale può voler dire tante cose: ti auguro Buon Natale perché la tua vita trovi pace e consolazione, perché la tua gioia sia vera, perché i tuoi dolori siano alleviati, perché tu sappia perdo- nare e perdonarti, perché tu possa trovare la tua vocazione e l’amore che da senso ad ogni cosa… Forse allora l’augurio di quest’anno sarà meno scontato, più sentito, un vero augurio di Buon Natale!
Don Andrea