Cari amici di Cuggiono e Castelletto,
la Pasqua del Signore da poco celebrata e l’esempio pasquale dei martiri, come gli apostoli SS. Filippo e Giacomo, patroni di Castelletto, e di testimoni, come santa Gianna Beretta Molla, ci insegnano che è possibile, ma è anche bello, spendere la vita, in alcuni casi fino al sacrificio estremo, per un ideale grande e vero come il Vangelo. Certo: questa idea dello spendersi per Dio e per gli altri è una verità faticosa da accogliere e far propria, specialmente un tempo disilluso e scettico come il nostro.
Ma così ha fatto il Signore Gesù: si è speso senza riserve per il Regno di Dio e per ogni essere umano, fino a versare il suo sangue sulla Croce. E così hanno fatto (e stanno facendo in ogni epoca storica) una schiera di amici del Signore, che non tengono da conto gelosamente la propria vita, ma la considerano un dono ricevuto e un dono da spendere e da condividere, secondo la propria personale vocazione cristiana.
Chi vuole essere felice ora nel tempo presente e vuole che questa felicità sia per sempre, cioè che divenga eterna, può cominciare da una domanda forte ed impegnativa: c’è qualcosa di grande e di vero nella mia vita, per cui sarei disposto a spendere la mia vita? Che spesso si traduce con l’invito del Signore “Tu vieni e seguimi!”
Buon cammino!
   don Angelo