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CALENDARIO DEGLI INCONTRI IN
PREPARAZIONE AL CAMMINO DI SANTIAGO - Mercoledì 10 marzo 2010 ore 21 Messa
e incontro
- Mercoledì 17 marzo 2010 ore 21 Messa
e incontro
- Mercoledì 24 marzo 2010 ore 21 Messa
e incontro
- Mercoledì 14 aprile 2010 ore 21
Messa e incontro
- Mercoledì 28 aprile 2010 ore 21
Messa e incontro
- Mercoledì 5 maggio 2010 ore 21 Messa
e incontro
- Mercoledì 19 maggio 2010 ore 21 Messa e incontro
- Mercoledì 26 maggio 2010 ore 21
Messa e incontro
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IL CAMMINO
In cosa consiste il cammino? Quanto
dura? Da dove si inizia? Perché si fa? Si può andare da soli? E'
adatto a persone di tutte le età? Bisogna allenarsi? Sono domande
che si pone chi vuol fare il cammino – è ovvio – ma che chiunque
può fare. Perché molto spesso suscita sorpresa sapere che esistono
ancora persone che, nel terzo millennio, compiono un atto che ha
sapore antico, che comunemente si ritiene ormai da tempo superato o
caso mai attribuibile solo a persone pervase da fortissima tensione
mistico/religiosa. E impossibile trovare risposte che vadano bene
per tutti e in tutti i casi. In genere ognuno ha una personale
risposta, soprattutto alla domanda:
COS'E'?
Provo a dare una risposta, sia pure
superficiale, alla domanda su cos’è il cammino. Potremmo dire
semplicemente che è il ripercorrere un tratto della strada che porta
alla tomba di San Giacomo e che, in oltre un millennio, hanno
percorso milioni di persone. Se è giusta questa definizione ne
discende che il cammino deve essere fatto a piedi (c’è chi lo fa
in bicicletta, a cavallo, in auto, ma è evidentemente un’altra
cosa). In secondo luogo non è determinabile quale e quanta strada
percorrere: dipende da dove si proviene, dal tempo che si ha a
disposizione. Neppure è rilevante la velocità del camminare, che
dipende dalle proprie condizioni fisiche, ma anche dal proprio
carattere, dagli interessi, dalle aspettative che si hanno. Mi
sento quindi di poter dire che sicuramente il cammino non è né
dovrebbe essere interpretato come:
- un percorso codificato - una
marcia competitiva - un itinerario turistico
PERCHE'?
Più difficile, direi impossibile, è
definire quello che dovrebbe essere. La semplice definizione che
ho proposto contiene due elementi importanti: la valenza religiosa
del pellegrinaggio e il contesto storico in cui si svolge. La prima è
stata sin dall’origine essenziale, sia pure strettamente dipendente
dal ruolo istituzionale e dalle funzioni di controllo sociale che la
Chiesa ha storicamente svolto. Oggi questa motivazione non è più
determinante, e comunque non è esclusiva. Ho parlato con molti
pellegrini per conoscere le motivazioni che li avevano spinti ad
intraprendere il cammino: Tutti mi hanno dato risposte un po' vaghe,
come di chi non ha una pronta una risposta certa. Non pretendo che il
mio giudizio sia assoluto, ma ho riscontrato che sono relativamente
pochi i pellegrini che indicano motivazioni esclusivamente religiose.
Le risposte più frequenti indicano motivi genericamente
“spirituali”, il bisogno di trovarsi soli con se stessi, di poter
riflettere, di allontanarsi dallo stress quotidiano, di misurarsi con
se stessi in un’impresa ritenuta notevole sul piano fisico e ancor
più su quello mentale. Altre risposte parlano di fascino derivante
dalla storia del cammino, dai segni d’arte e di storia. Insomma,
per concludere, le risposte non sono mai categoriche e indicano in
genere un’insieme di motivazioni. Di fronte a questa varietà di
risposte ho tratto la convinzione che ogni pellegrino ha diritto di
interpretare il cammino come crede: nelle motivazioni, nella scelta
del percorso, nei tempi di percorrenza, nella quantità di energie da
spendere, nel livello di sofferenza da accettare, nelle
gratificazioni da ricercare. Perché la verità di cui tutti i
pellegrini, alla fine, si rendono conto è che l’importanza del
cammino non è rappresentata dalla meta che si raggiunge, ma è
insita nel fare il cammino stesso. Concludo riportando una frase
che ho letto da qualche parte (non ricordo dove). Dice "una
volta si andava sul cammino per salvare l'anima, ora ci si va per
trovarla".
SOLI O IN COMPAGNIA?
La risposta non è affatto scontata e
merita un approfondimento. Io ero partito da solo per fare il Camino
Francés, perché non avevo trovato (in realtà neppure cercato con
accanimento) compagni; in treno ho incontrato un giovane di Rovereto,
anche lui partito da solo. Pur nella diversità di età, di
esperienza, di interessi ci siamo intesi alla perfezione e abbiamo
fatto tutto il cammino assieme. A esperienza fatta posso dire che la
compagnia arricchisce, anche perché nel cammino si vive in un
microcosmo particolare, protetto, privo di stress e aggressività: ne
segue che i rapporti interpersonali si sviluppano in un ambiente
favorevole. C’è molto tempo per parlare, ed anche per starsene in
silenzio. In compagnia si sopporta meglio la fatica, ci si aiuta nei
momenti di difficoltà e di depressione: da soli tutto diventa più
difficile. Al contrario ho fatto il Camino del Norte da solo: in
quella occasione ho sofferto la solitudine, ma non tanto quella di
camminare solo, ma quella di trovarsi da soli negli albergue, alla
sera, cenare soli, non avere qualcuno con il quale scambiare
esperienze, o anche solo due parole. Dalla mia personale
esperienza, e dal confronto con le esperienze dei molti pellegrini
con i quali ho parlato, ho tratto queste opinioni:
1. se si ha un buon compagno di
viaggio, ben conosciuto, affiatato, con il quale si condivide
l'interesse per il cammino, simili capacità fisiche, simili
esigenze, con il quale si è in grado di essere sinceri e manifestare
senza remore i propri bisogni, allora la compagnia va bene; in caso
contrario molto meglio soli: si evitano tensioni, incomprensioni, non
si devono fare rinunce o sacrifici, ci si sente insomma più liberi.
Stare soli in questo caso consente di seguire meglio i propri ritmi
interiori, ascoltare meglio le voci che vengono dal di dentro,
assecondare meglio le esigenze del proprio fisico e della propria
mente. 2. se si fa il Camino Francés andar da soli è quasi
preferibile, dato il numero elevato di pellegrini che si incontrano;
essere soli consente di fare più facilmente amicizia, di aggregarsi
senza problemi a gruppi di persone, per poi magari staccarsene dopo
un giorno, dopo due, dopo dieci, con la facilità di incontro e con
la provvisorietà dei rapporti che è così caratteristica del
cammino. Avere un compagno di viaggio può creare obblighi di
reciproca "fedeltà" che in alcune occasioni possono
costituire un freno. 3. avere un compagno di viaggio non deve
diventare comunque un limite; può capitare, e capita, di avere
l'esigenza di stare un po' da soli, magari anche un'intera giornata:
è segno di un rapporto equilibrato con il compagno prendersi e
concedere questi momenti senza timore di offendere l'altro. 4. i
percorsi più duri è meglio invece farli in compagnia (affiatata,
s'intende), sia per vincere meglio il peso della solitudine, sia per
affrontare meglio gli imprevisti (strade sbagliate, maltempo,
mancanza di albergue, sicurezza). 5. nel Camino Francés non ci
sono pericoli particolari che sconsiglino di camminare da soli,
neppure se si tratta di donne: d'altra parte chiunque ha fatto il
cammino può testimoniare quante siano le persone che intraprendono
il camminano sole.
A QUALE ETA'?
Non esiste un'età privilegiata per
fare il cammino: il cammino è per tutti, tutti lo possono fare,
purché lo vogliano. Il requisito principale è la volontà forte,
non un fisico bestiale. Si può quindi fare a tutte le età:
naturalmente ciascuno, a seconda della propria preparazione e delle
proprie forze, potrà fare più meno km al giorno. Ma questo è un
altro problema, che vedremo a parte. Ora è importante avere chiaro e
ribadire il principio che tutti possono fare il cammino, basta che lo
vogliano. Ho espresso mie convinzioni personali, frutto di
esperienza personale verificata con quella di molti altri pellegrini.
Rimangono pur sempre opinioni, soggettive e provvisorie.
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L'EQUIPAGGIAMENTO
La scelta
dell’equipaggiamento è condizionata dal fatto che ogni oggetto,
ogni indumento ha un peso, magari modesto, ma che complessivamente
contribuisce a produrre un carico che la schiena deve sostenere e che
viene, sempre e comunque, percepito come eccessivo. E’ un concetto
sin troppo ovvio, ma bisogna provare per rendersene bene conto.
Mentre mi stavo
preparando lo zaino avevo ben presente questi concetti, e tuttavia
sono partito con uno zaino di 16 kg che, sommato a quello che
indossavo (scarpe, vestiti, marsupio), portava il peso extra a 18 kg.
Era troppo: eppure mi sembrava di aver scelto solo lo stretto
necessario. Nel secondo cammino ero partito da 11 kg; poi, aggiungi
aggiungi, sono arrivato a 14 (i pesi indicati comprendono tutto,
anche i vestiti e le scarpe indossati).
E’ qui il punto: capire
la differenza tra i termini utile, necessario e indispensabile. Ogni
cosa che si vuole portare via deve essere valutata su questa base, e
alla fine il bagaglio deve essere costituito solamente da ciò che si
ritiene veramente indispensabile. Naturalmente è un criterio
soggettivo, non solo perché ognuno di noi ha un metodo di giudizio
personale, ma perché la resistenza fisica alla fatica e la capacità
di soffrire non sono in tutti uguali.
Premesso questo, non si
dovrebbero superare i 10, massimo 13 chilogrammi di bagaglio (1/6 del
proprio peso).
Per le persone di
costituzione leggera questi pesi vanno ovviamente diminuiti.
L’elenco che segue è,
naturalmente, solo indicativo.
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INDISPENSABILI
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Zaino
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60 litri circa. Preferire zaini con tasche
esterne. Secondo stagione diventa indispensabile il coprizaino per
la pioggia.
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Sacco a pelo
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In piumino se la stagione è fredda. Comunque
sia, deve essere leggero (meglio sotto 1 kg)
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Scarpe
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Un paio da trekking, di tipologia adatta alla
stagione. Un secondo paio leggere; in alternativa un paio di
sandali da trekking (io li uso come calzatura principale)
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Ciabatte
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In gomma, per la doccia e per far stare i piedi
il più possibile all’aria durante i momenti di riposo. Se ne
può fare a meno se si hanno i sandali impermeabili
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Giacca leggera
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In materiale impermeabile e, per quanto
possibile, traspirante
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Pantaloni
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1 o 2 paia lunghi con cerniera a mezza coscia, 1
paio corti. Si trovano modelli leggerissimi, facilmente lavabili,
abbastanza robusti.
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Calze
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4 o 5, senza cuciture, traspiranti, specifiche
per trekking
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Felpa
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Una leggera ed una più pesante, in pile (leggero
e caldo). La pesantezza dipende comunque dalla stagione.
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Mutande, magliette, fazzoletti
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3 o 4 ognuno. Ne esistono in materiali
(microfibra) che riducono al minimo la permanenza di sudore sulla
pelle e asciugano in fretta
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Cappello
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Uno per il sole (o bandana) e uno impermeabile, a
falda larga
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Borraccia
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In materiale leggero e termica, meglio se è
agganciabile esternamente allo zaino.
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Cordino
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5/6 metri, per stendere, e altri usi
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Spille da balia
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Di diverse dimensioni: servono anche per
appendere la biancheria per asciugare
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Asciugamani
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Quelli in cotone a nido d'ape assorbono bene e
occupano poco posto. Si trovano anche pezze in microfibra 40x40,
vendute come stracci per pulire e di poco costo. Hanno una
finitura che li rende simili ad asciugamani in spugna ed hanno uno
straordinario potere assorbente; durante l'uso si può strizzare
l'acqua in eccedenza e continuare ad usarle senza la sgradevole
sensazione del cotone bagnato. Pesano pochissimo (45 grammi!) e
asciugano in fretta: provare per credere!
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Set pulizia
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Per igiene personale e per lavare biancheria. Una
buona soluzione è portarsi un sacchetto di sapone di marsiglia in
scaglie (meglio passarle in un tritatutto e polverizzarle); è più
leggero di quello liquido e di quello in pani e si può usare
indifferentemente per le mani, per il corpo, per i capelli e per
la biancheria. Un buon contenitore è quello sterile usato per
l'urinocoltura. Spazzolino con manico componibile. Non scordare
tagliaunghie o forbicina.
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Set per medicazione
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Benda elastica, cerotti normali e soprattutto
quelli speciali per vesciche (Compeed), antidolorifico,
antinfiammatorio, crema per la protezione dei piedi, Mercurocromo
o Betadine, aghi sterili per le vesciche, bisturi monouso, crema
scottature. Comunque tutto questo si può comprare lungo il
cammino.
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Coltello
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Multiuso
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Sacchetti
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Ripiegati bene, servono sempre
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Penna, quaderno
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Se si vuole scrivere un diario, prendere appunti.
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Telefonino
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Fa piacere parlare o scambiare messaggi con la
famiglia o con gli amici, e aiuta a tener su il morale. Informarsi
prima della partenza presso il centro di assistenza del vostro
provider
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Macchina fotografica
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Come si fa a rinunciare a qualche foto ricordo?
Le macchine compatte pesano solo 200/300 g
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Occhiali
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Da sole e (eventualmente) da vista
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Tessera europea di assicurazione malattia
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Inviata a domiclio dal Ministeri delle Finanze:
per avere assistenza sanitaria nei paesi CEE senza problemi
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Guida al cammino
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Che sia leggera !!!
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Ago e filo
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Per rammendare vestiti e zaino
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UTILI, MA SE NE PUO' FARE A MENO
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Sacco-lenzuolo
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2 lenzuola cucite assieme: se ne può fare a meno
se si usa il sacco a pelo
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Bastone telescopico
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Due, per alleggerire il carico sulla schiena,
specialmente in salita e in discesa. Possono essere utili, ma
dipende dalle abitudini, e comunque pesano anche questi
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Torcia
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può servire d'inverno
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Walkman, radio o CD drive
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Se si fa il cammino da soli possono far
compagnia; altrimenti, meglio lasciarli a casa
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Integratori salini, aminoacidi e prodotti simili
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C'è chi dice siano indispensabili, chi dice che
se ne può fare a meno, adottando una alimentazione equilibrata.
Comunque è più saggio lasciarli a casa e comprarli,
eventualmente, lungo il cammino
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Materassino
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Pesa poco e niente, e spesso diventa utile per
sdraiarsi all'aperto o per una sistemazione di emergenza; può
servire anche ad avvolgerci il sacco a pelo, se lo si mette fuori
dallo zaino
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Ombrellino pieghevole
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necessario, praticamente indispensabile, se si fa
il cammino nei mesi non estivi; accertarsi che resista al vento
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Ghette parapioggia
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utili se si fa il cammino nei mesi invernali
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Costume da bagno
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d'estate serve
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Marsupio
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può essere utile per alloggiare portafogli,
cartine, spiccioli, telefonino
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CONSIGLIO EXTRA:
un buon sistema per ridurre ulteriormente il peso e, soprattutto, i
volumi è quello di porre dentro scatolette idonee alcuni materiali
(dentifricio, creme e pomate varie, disinfettanti, cotone
premedicato). Le scatolette si possono trovare nelle farmacie o nelle
profumerie; per evitare spiacevoli sorprese scegliere quelle che
hanno chiusura a vite.
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