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Calendario Incontri

CALENDARIO DEGLI INCONTRI IN PREPARAZIONE AL CAMMINO DI SANTIAGO


  • Mercoledì 10 marzo 2010 ore 21 Messa e incontro
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Il cammino
IL CAMMINO

In cosa consiste il cammino? Quanto dura? Da dove si inizia? Perché si fa? Si può andare da soli? E' adatto a persone di tutte le età? Bisogna allenarsi?
Sono domande che si pone chi vuol fare il cammino – è ovvio – ma che chiunque può fare. Perché molto spesso suscita sorpresa sapere che esistono ancora persone che, nel terzo millennio, compiono un atto che ha sapore antico, che comunemente si ritiene ormai da tempo superato o caso mai attribuibile solo a persone pervase da fortissima tensione mistico/religiosa.
E impossibile trovare risposte che vadano bene per tutti e in tutti i casi. In genere ognuno ha una personale risposta, soprattutto alla domanda:


COS'E'?

Provo a dare una risposta, sia pure superficiale, alla domanda su cos’è il cammino. Potremmo dire semplicemente che è il ripercorrere un tratto della strada che porta alla tomba di San Giacomo e che, in oltre un millennio, hanno percorso milioni di persone.
Se è giusta questa definizione ne discende che il cammino deve essere fatto a piedi (c’è chi lo fa in bicicletta, a cavallo, in auto, ma è evidentemente un’altra cosa). In secondo luogo non è determinabile quale e quanta strada percorrere: dipende da dove si proviene, dal tempo che si ha a disposizione. Neppure è rilevante la velocità del camminare, che dipende dalle proprie condizioni fisiche, ma anche dal proprio carattere, dagli interessi, dalle aspettative che si hanno.
Mi sento quindi di poter dire che sicuramente il cammino non è né dovrebbe essere interpretato come:

- un percorso codificato
- una marcia competitiva
- un itinerario turistico


PERCHE'?

Più difficile, direi impossibile, è definire quello che dovrebbe essere.
La semplice definizione che ho proposto contiene due elementi importanti: la valenza religiosa del pellegrinaggio e il contesto storico in cui si svolge. La prima è stata sin dall’origine essenziale, sia pure strettamente dipendente dal ruolo istituzionale e dalle funzioni di controllo sociale che la Chiesa ha storicamente svolto. Oggi questa motivazione non è più determinante, e comunque non è esclusiva.
Ho parlato con molti pellegrini per conoscere le motivazioni che li avevano spinti ad intraprendere il cammino: Tutti mi hanno dato risposte un po' vaghe, come di chi non ha una pronta una risposta certa. Non pretendo che il mio giudizio sia assoluto, ma ho riscontrato che sono relativamente pochi i pellegrini che indicano motivazioni esclusivamente religiose. Le risposte più frequenti indicano motivi genericamente “spirituali”, il bisogno di trovarsi soli con se stessi, di poter riflettere, di allontanarsi dallo stress quotidiano, di misurarsi con se stessi in un’impresa ritenuta notevole sul piano fisico e ancor più su quello mentale. Altre risposte parlano di fascino derivante dalla storia del cammino, dai segni d’arte e di storia. Insomma, per concludere, le risposte non sono mai categoriche e indicano in genere un’insieme di motivazioni.
Di fronte a questa varietà di risposte ho tratto la convinzione che ogni pellegrino ha diritto di interpretare il cammino come crede: nelle motivazioni, nella scelta del percorso, nei tempi di percorrenza, nella quantità di energie da spendere, nel livello di sofferenza da accettare, nelle gratificazioni da ricercare. Perché la verità di cui tutti i pellegrini, alla fine, si rendono conto è che l’importanza del cammino non è rappresentata dalla meta che si raggiunge, ma è insita nel fare il cammino stesso.
Concludo riportando una frase che ho letto da qualche parte (non ricordo dove). Dice "una volta si andava sul cammino per salvare l'anima, ora ci si va per trovarla".


SOLI O IN COMPAGNIA?

La risposta non è affatto scontata e merita un approfondimento. Io ero partito da solo per fare il Camino Francés, perché non avevo trovato (in realtà neppure cercato con accanimento) compagni; in treno ho incontrato un giovane di Rovereto, anche lui partito da solo. Pur nella diversità di età, di esperienza, di interessi ci siamo intesi alla perfezione e abbiamo fatto tutto il cammino assieme. A esperienza fatta posso dire che la compagnia arricchisce, anche perché nel cammino si vive in un microcosmo particolare, protetto, privo di stress e aggressività: ne segue che i rapporti interpersonali si sviluppano in un ambiente favorevole. C’è molto tempo per parlare, ed anche per starsene in silenzio. In compagnia si sopporta meglio la fatica, ci si aiuta nei momenti di difficoltà e di depressione: da soli tutto diventa più difficile.
Al contrario ho fatto il Camino del Norte da solo: in quella occasione ho sofferto la solitudine, ma non tanto quella di camminare solo, ma quella di trovarsi da soli negli albergue, alla sera, cenare soli, non avere qualcuno con il quale scambiare esperienze, o anche solo due parole.
Dalla mia personale esperienza, e dal confronto con le esperienze dei molti pellegrini con i quali ho parlato, ho tratto queste opinioni:

1. se si ha un buon compagno di viaggio, ben conosciuto, affiatato, con il quale si condivide l'interesse per il cammino, simili capacità fisiche, simili esigenze, con il quale si è in grado di essere sinceri e manifestare senza remore i propri bisogni, allora la compagnia va bene; in caso contrario molto meglio soli: si evitano tensioni, incomprensioni, non si devono fare rinunce o sacrifici, ci si sente insomma più liberi. Stare soli in questo caso consente di seguire meglio i propri ritmi interiori, ascoltare meglio le voci che vengono dal di dentro, assecondare meglio le esigenze del proprio fisico e della propria mente.
2. se si fa il Camino Francés andar da soli è quasi preferibile, dato il numero elevato di pellegrini che si incontrano; essere soli consente di fare più facilmente amicizia, di aggregarsi senza problemi a gruppi di persone, per poi magari staccarsene dopo un giorno, dopo due, dopo dieci, con la facilità di incontro e con la provvisorietà dei rapporti che è così caratteristica del cammino. Avere un compagno di viaggio può creare obblighi di reciproca "fedeltà" che in alcune occasioni possono costituire un freno.
3. avere un compagno di viaggio non deve diventare comunque un limite; può capitare, e capita, di avere l'esigenza di stare un po' da soli, magari anche un'intera giornata: è segno di un rapporto equilibrato con il compagno prendersi e concedere questi momenti senza timore di offendere l'altro.
4. i percorsi più duri è meglio invece farli in compagnia (affiatata, s'intende), sia per vincere meglio il peso della solitudine, sia per affrontare meglio gli imprevisti (strade sbagliate, maltempo, mancanza di albergue, sicurezza).
5. nel Camino Francés non ci sono pericoli particolari che sconsiglino di camminare da soli, neppure se si tratta di donne: d'altra parte chiunque ha fatto il cammino può testimoniare quante siano le persone che intraprendono il camminano sole.


A QUALE ETA'?

Non esiste un'età privilegiata per fare il cammino: il cammino è per tutti, tutti lo possono fare, purché lo vogliano. Il requisito principale è la volontà forte, non un fisico bestiale. Si può quindi fare a tutte le età: naturalmente ciascuno, a seconda della propria preparazione e delle proprie forze, potrà fare più meno km al giorno. Ma questo è un altro problema, che vedremo a parte. Ora è importante avere chiaro e ribadire il principio che tutti possono fare il cammino, basta che lo vogliano.
Ho espresso mie convinzioni personali, frutto di esperienza personale verificata con quella di molti altri pellegrini. Rimangono pur sempre opinioni, soggettive e provvisorie.

Equipaggiamento
L'EQUIPAGGIAMENTO

La scelta dell’equipaggiamento è condizionata dal fatto che ogni oggetto, ogni indumento ha un peso, magari modesto, ma che complessivamente contribuisce a produrre un carico che la schiena deve sostenere e che viene, sempre e comunque, percepito come eccessivo. E’ un concetto sin troppo ovvio, ma bisogna provare per rendersene bene conto.

Mentre mi stavo preparando lo zaino avevo ben presente questi concetti, e tuttavia sono partito con uno zaino di 16 kg che, sommato a quello che indossavo (scarpe, vestiti, marsupio), portava il peso extra a 18 kg. Era troppo: eppure mi sembrava di aver scelto solo lo stretto necessario. Nel secondo cammino ero partito da 11 kg; poi, aggiungi aggiungi, sono arrivato a 14 (i pesi indicati comprendono tutto, anche i vestiti e le scarpe indossati).

E’ qui il punto: capire la differenza tra i termini utile, necessario e indispensabile. Ogni cosa che si vuole portare via deve essere valutata su questa base, e alla fine il bagaglio deve essere costituito solamente da ciò che si ritiene veramente indispensabile. Naturalmente è un criterio soggettivo, non solo perché ognuno di noi ha un metodo di giudizio personale, ma perché la resistenza fisica alla fatica e la capacità di soffrire non sono in tutti uguali.

Premesso questo, non si dovrebbero superare i 10, massimo 13 chilogrammi di bagaglio (1/6 del proprio peso).

Per le persone di costituzione leggera questi pesi vanno ovviamente diminuiti.

L’elenco che segue è, naturalmente, solo indicativo.

 

INDISPENSABILI

Zaino

60 litri circa. Preferire zaini con tasche esterne. Secondo stagione diventa indispensabile il coprizaino per la pioggia.

Sacco a pelo

In piumino se la stagione è fredda. Comunque sia, deve essere leggero (meglio sotto 1 kg)

Scarpe

Un paio da trekking, di tipologia adatta alla stagione. Un secondo paio leggere; in alternativa un paio di sandali da trekking (io li uso come calzatura principale)

Ciabatte

In gomma, per la doccia e per far stare i piedi il più possibile all’aria durante i momenti di riposo. Se ne può fare a meno se si hanno i sandali impermeabili

Giacca leggera

In materiale impermeabile e, per quanto possibile, traspirante

Pantaloni

1 o 2 paia lunghi con cerniera a mezza coscia, 1 paio corti. Si trovano modelli leggerissimi, facilmente lavabili, abbastanza robusti.

Calze

4 o 5, senza cuciture, traspiranti, specifiche per trekking

Felpa

Una leggera ed una più pesante, in pile (leggero e caldo). La pesantezza dipende comunque dalla stagione.

Mutande, magliette, fazzoletti

3 o 4 ognuno. Ne esistono in materiali (microfibra) che riducono al minimo la permanenza di sudore sulla pelle e asciugano in fretta

Cappello

Uno per il sole (o bandana) e uno impermeabile, a falda larga

Borraccia

In materiale leggero e termica, meglio se è agganciabile esternamente allo zaino.

Cordino

5/6 metri, per stendere, e altri usi

Spille da balia

Di diverse dimensioni: servono anche per appendere la biancheria per asciugare

Asciugamani

Quelli in cotone a nido d'ape assorbono bene e occupano poco posto. Si trovano anche pezze in microfibra 40x40, vendute come stracci per pulire e di poco costo. Hanno una finitura che li rende simili ad asciugamani in spugna ed hanno uno straordinario potere assorbente; durante l'uso si può strizzare l'acqua in eccedenza e continuare ad usarle senza la sgradevole sensazione del cotone bagnato. Pesano pochissimo (45 grammi!) e asciugano in fretta: provare per credere!

Set pulizia

Per igiene personale e per lavare biancheria. Una buona soluzione è portarsi un sacchetto di sapone di marsiglia in scaglie (meglio passarle in un tritatutto e polverizzarle); è più leggero di quello liquido e di quello in pani e si può usare indifferentemente per le mani, per il corpo, per i capelli e per la biancheria. Un buon contenitore è quello sterile usato per l'urinocoltura. Spazzolino con manico componibile. Non scordare tagliaunghie o forbicina.

Set per medicazione

Benda elastica, cerotti normali e soprattutto quelli speciali per vesciche (Compeed), antidolorifico, antinfiammatorio, crema per la protezione dei piedi, Mercurocromo o Betadine, aghi sterili per le vesciche, bisturi monouso, crema scottature. Comunque tutto questo si può comprare lungo il cammino.

Coltello

Multiuso

Sacchetti

Ripiegati bene, servono sempre

Penna, quaderno

Se si vuole scrivere un diario, prendere appunti.

Telefonino

Fa piacere parlare o scambiare messaggi con la famiglia o con gli amici, e aiuta a tener su il morale. Informarsi prima della partenza presso il centro di assistenza del vostro provider

Macchina fotografica

Come si fa a rinunciare a qualche foto ricordo? Le macchine compatte pesano solo 200/300 g

Occhiali

Da sole e (eventualmente) da vista

Tessera europea di assicurazione malattia

Inviata a domiclio dal Ministeri delle Finanze: per avere assistenza sanitaria nei paesi CEE senza problemi

Guida al cammino

Che sia leggera !!!

Ago e filo

Per rammendare vestiti e zaino

UTILI, MA SE NE PUO' FARE A MENO

Sacco-lenzuolo

2 lenzuola cucite assieme: se ne può fare a meno se si usa il sacco a pelo

Bastone telescopico

Due, per alleggerire il carico sulla schiena, specialmente in salita e in discesa. Possono essere utili, ma dipende dalle abitudini, e comunque pesano anche questi

Torcia

può servire d'inverno

Walkman, radio o CD drive

Se si fa il cammino da soli possono far compagnia; altrimenti, meglio lasciarli a casa

Integratori salini, aminoacidi e prodotti simili

C'è chi dice siano indispensabili, chi dice che se ne può fare a meno, adottando una alimentazione equilibrata. Comunque è più saggio lasciarli a casa e comprarli, eventualmente, lungo il cammino

Materassino

Pesa poco e niente, e spesso diventa utile per sdraiarsi all'aperto o per una sistemazione di emergenza; può servire anche ad avvolgerci il sacco a pelo, se lo si mette fuori dallo zaino

Ombrellino pieghevole

necessario, praticamente indispensabile, se si fa il cammino nei mesi non estivi; accertarsi che resista al vento

Ghette parapioggia

utili se si fa il cammino nei mesi invernali

Costume da bagno

d'estate serve

Marsupio

può essere utile per alloggiare portafogli, cartine, spiccioli, telefonino


CONSIGLIO EXTRA: un buon sistema per ridurre ulteriormente il peso e, soprattutto, i volumi è quello di porre dentro scatolette idonee alcuni materiali (dentifricio, creme e pomate varie, disinfettanti, cotone premedicato). Le scatolette si possono trovare nelle farmacie o nelle profumerie; per evitare spiacevoli sorprese scegliere quelle che hanno chiusura a vite.

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