Unità
pastorale
Bernate –
Casate – Castelletto Cuggiono
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RACCOLTA PER TEMI
DEGLI INTERVENTI CIRCA LA
CARTA DI MISSIONE
A distanza di
qualche anno dalla visita pastorale cosa colgo di nuovo e di
stimolante di fronte alla proposta di un cammino di comunione tra le
nostre comunità? Quali fatiche incontriamo per vivere la comunione
tra laici, religiosi/e, e presbiteri?
CCPP :
* Fa’ difficoltà la scarsa
conoscenza tra i membri dei CCPP e la scarsa conoscenza dei percorsi
pastorali delle diverse parrocchie. Utile far girare i verbali delle
riunioni dei consigli alle altre comunità usando gli informatori o
siti parrocchiali.
In particolare le parrocchie di Bernate
e Casate si sono 9nserite in un cammino decanale che non conoscevano.
* Utile coordinare le attività per
evitare ripetizioni e sovrapposizioni e per un uso migliore delle
risorse che abbiamo.
* Va incrementata la comunione tra i
nostri presbiteri.
Da loro ci aspettiamo una più puntuale
e insistente presentazione di quanto l’Arcivescovo va proponendo in
ordine al nuovo assetto pastorale della comunità diocesana.
* I tempi del cammino verso le comunità
pastorali siano dettati non dalla fretta ma dalla progressiva
sintonia che le comunità realizzano
* Organizzare insieme il cammino del
prossimo anno pastorale
CATECHISTI
* Ci si conosce troppo poco anche tra
catechisti dello stesso paese. Qualche volta emergono fastidiose
rivalità che rendono faticoso il lavorare insieme sullo stesso
gruppo di ragazzi.
* Vanno razionalizzati i momenti di
incontro che ci sono distinguendo tra
Momenti di formazione dei catechisti:
sono anche loro cristiani che si misurano con la gioia e la fatica
del credere;
Momenti di preparazione immediata degli
incontri e delle attività rivolte ai ragazzi
Momenti di preghiera. Proponiamo ritiri
spirituali ai ragazzi e noi ?
* E’ urgente raggiungere l’unità
dei percorsi, ancora oggi differenti, circa l’anno di inizio del
percorso di iniziazione e la collocazione dei sacramenti.
* Il percorso, anche catechistico,
degli adolescenti va raccordato meglio con il percorso
dell’iniziazione.
CARITAS
* Le nostre Caritas hanno cominciato a
lavorare insieme. Gli operatori si stanno conoscendo e scambiando
informazioni sulla gestione degli aiuti e l’identità delle persone
seguite.
* Sembra che si debbano sfruttare di
più e meglio le riunioni mensili decanali per la formazione e il
coordinamento.
* I nostri presbiteri mostrano un
atteggiamento positivo e di incoraggiamento nei confronti delle
attività caritative.
LETTORI
* E’ buono il progetto di un cammino
comune delle nostre 4 parrocchie. Dobbiamo conoscerci di più e agire
in modo conforme alle direttive del Vescovo che ci chiama a una
comunione effettiva tra le nostre comunità ma salvaguardando sia
l’identità delle parrocchie sia l’effettivo beneficio spirituale
che ne possa derivare.
GIOVANI
* Difficile conciliare le priorità dei
vari paesi, le tradizioni specifiche e le diverse realtà. Difficile
anche l’incontro tra i giovani dell’unità pastorale. Ci si
conosce ancora troppo poco.
* Positivo appare comunque lo sforzo di
uscire dalle nostre piccole realtà di paese.
* Ci appare preoccupante (siamo quasi
tutti catechisti) il clima nel quale vivono ragazzi, adolescenti e
giovani delle nostre parrocchie e ci sembra necessario un lavoro sui
genitori che tutte le nostre parrocchie devono intraprendere.
MISSIONI
* La difficoltà maggiore deriva dal
non conoscerci e dal non partecipare agli incontri comuni.
* Molti operatori hanno impegni anche
in altri settori e questo genera dispersione.
Quali decisioni
intravedo importanti anche se difficili da attuare? Quali mi appaiono
già promettenti ? Quali ancora inattuate? Usando un’immagine
biblica: quali terreni mi sembrano già fecondi, quali duri e secchi,
quali inesplorati? Quali scelte pastorali mi sentirei di privilegiare
in prospettiva missionaria ? E perché ?
CCPP
* E’ importante che ci sia maggior
comunione tra i nostri presbiteri.
* Dobbiamo crearci uno spirito di
lavoro meno campanilistico. Sono da privilegiare i momenti comuni.
* Si sintonizzino orari e attività
(esempio di scarso coordinamento: i corsi di preparazione al
Matrimonio non sono unitari).
CATECHISTI
* Poiché molti adulti delle nostre
comunità non conoscono cosa viene proposto ai ragazzi e ai giovani è
necessario pubblicizzare e descrivere le iniziative e i percorsi
formativi che si attuano.
* Dare inizio ai percorsi di
iniziazione alla fede anche in età prescolare.
* Va assolutamente curata la formazione
dei nuovi catechisti sia per quanto riguarda il loro percorso di
appropriazione della fede sia per quanto riguarda la capacità
pedagogico didattica.
CARITAS
* Fare rete con tutte le agenzie
sociali del territorio (caritas, consultori cattolici, servizi
sociali, sportelli per stranieri, sportelli lavoro, CAV, ecc.)
* Terreno duro: il ricambio
generazionale. Gli operatori sono pochi, non più giovanissimi
e…quasi tutte donne. Mancano i giovani.
* Privilegiare come scelta pastorale in
prospettiva missionaria la pedagogia della carità e dell’amore
verso il prossimo dal quale tutte le attività delle parrocchie
devono essere pervase.
LETTORI
* Per quanto riguarda i lettori. Vanno
qualificati anche dal punto di vista tecnico della dizione ma prima
ancora da una vera formazione biblica (il nuovo lezionario presenta
testi a volte un po’ ostici..).
GIOVANI
* Creare un gruppo che sia l’anima
delle attività rivolte ai giovani.
* I parroci lascino carta bianca a
livello giovanile.
* Utili ci sembrano momenti di
condivisione sia in vista della progettazione sia, soprattutto, per
confrontarci sulla nostra fede e per pregare insieme.
MISSIONI
* Urgente interessare i giovani alla
attenzione missionaria.
* Non si riduca l’attività
missionaria a raccolte di fondi. Che conta e che il Vangelo sia
annunciato: la carità è solo il veicolo o il segno del Vangelo che
cambia i cuori e gli stili di vita.
Cosa fare per
accogliere nel nostro decanato l’invito ad una maggior sobrietà
pastorale? Quanto alle risorse: che cosa abbiamo ? Che cosa ci manca
? Come meglio investire le nostre risorse ? Quanto alle diverse
attività pastorali che cosa “potare” perché portino più frutto
?
CCPP
* Criterio per questa valutazione deve
essere la ricaduta spirituale dei ogni nostra iniziativa.
* Quanto a ciò che manca: si nota la
scarsa disponibilità ad assumere impegni continuativi che richiedono
tempo, preparazione e costanza. Ne viene un ‘ricambio’
insufficiente.
* Sembra scarsa la consapevolezza del
valore della esemplarità sia personale che comunitaria.
* Al di là dell’esemplarità è
forse il nostro modo di vivere la fede troppo standardizzato a
rendere poco accattivante il richiamo del Vangelo. Forse siamo poco
attenti al vissuto delle nostre famiglie con i problemi che esse
incontrano
* Come risvegliare la voglia di vangelo
in persone che sembrano farne a meno senza problemi?
CATECHISTI
* Va potata la miriade di incontri cui
sono chiamati a partecipare coloro che svolgono servizi continuativi
nelle nostre comunità.
* Si pensi ad un’unica catechesi
adulta per tutti gli operatori! Allo stesso modo ci sia, con cadenza
da stabilire, un unico momento di preghiera per tutti che ci nutra
dal punto di vista più spirituale.
* Investire di più nel rapporto con le
famiglie con una conoscenza più diretta e personale. Non bastano le
domeniche insieme. Riflettiamo di più su quali sono le aspettative
vere dei genitori per offrire contenuti davvero adatti alla
situazione spirituale in cui vivono.
CARITAS
* Ottimizzare le risorse attraverso la
collaborazione.
* A livello di formazione fare tutti
riferimento ai sussidi della Caritas diocesana.
LETTORI
* Le celebrazioni con la presenza di
ragazzi e genitori favoriscono partecipazioni più vive e sentite
* Da potare in assoluto l’uso di
canti in latino incomprensibili a ragazzi e adulti.
Una pastorale di
insieme si articola almeno su tre livelli: parrocchia, unità/comunità
pastorale, decanato. Alla luce di quanto emerso nella visita
pastorale e proprio per meglio valorizzare la specificità dei
diversi livelli, cosa mi sentirei di dire ? In ordine alla concrete
attività pastorali, che cosa confermare, che cosa raccomandare, che
cosa introdurre?
CCPP
* Vedi le risposte precedenti
CATECHISTI
* Il ruolo del decanato dovrebbe essere
quello di una supervisione per verificare che il cammino sia uguale
in tutte le parrocchie, che si proceda sugli stessi binari e in vista
degli stessi obiettivi.
Poiché la costruzione delle
unità/comunità pastorali richiede molte energie sia nel seguire i
percorsi diocesani, sia nella sintonizzazione delle comunità
coinvolte, sia nello sforzo di mantenere l’identità delle varie
parrocchie, si ritiene che una eccessiva programmazione decanale
verrebbe sentita più come un peso che come una risorsa
CARITAS
* Il decanato curi la formazione degli
operatori sia con incontri mensili in loco che con scuole per gli
operatori
* Al decanato il compito di coordinare
la presenza e le attività sul territorio.
LETTORI
* Ad ogni livello deve emergere una
costante capacità di accoglienza delle persone capace di far sentire
l’altro come parte di una comunità.
* Un capitolo che il decanato deve
riaprire assolutamente è quello di una catechesi per gli adulti e
per i giovani adulti. Momento comunitario e formativo originario
(erano assidui all’insegnamento degli apostoli – narra il libro
degli Atti) è praticamente sparito nelle nostre comunità. Nelle
nostre unità/ pastorali questo momento deve possibilmente diventare
unitario.
GIOVANI
* Crediamo al momento più importante
concentrarci sul cammino di formazione delle comunità/unità
pastorali.
* Il decanato curi l’unità del
presbiterio e momenti formativi che le unità/comunità pastorali
faticherebbero a sostenere.
MISSIONI
In vista della Carta
di comunione per la missione provo ad indicare alcuni (ad esempio,
quattro o cinque) punti, a mio giudizio essenziali per dare
fisionomia e slancio missionario alle comunità cristiane del nostro
territorio. Sono qui in gioco le sfide culturali del nostro tempo.
Come rendercene conto ? Da quali ci sentiamo particolarmente
interpellati ? Come affrontarle per inserirvi l’inquietudine del
lievito evangelico ?
CCPP
* Tornare all’origine, all’essenza
della fede, cioè alla relazione viva con il Signore Gesù
* Riscoprire la relazione, il rapporto
umano, il dialogo personale
CATECHISTI
* Per presentarci come testimoni
credibili fare di Gesù il centro della nostra vita
* Curare i rapporti umani con ragazzi e
famiglie.
* Incrementare le sinergie con le varie
agenzie educative operanti nel territorio.
CARITAS
* Le sfide culturali riguardano
soprattutto nuove povertà, integrazione, dialogo interreligioso.
Per dare slancio missionario alle
nostre comunità bisogna insistere su una cultura dell’accoglienza.
Spesso gli operatori della caritas
sentono la diffidenza di molti cristiani quando si pongono i gesti
della carità verso lo straniero.
LETTORI
GIOVANI
* Promuovere condivisione e conoscenza
reciproca.
* Attenzione speciale agli adolescenti
MISSIONI
Quale testimonianza
evangelica siamo chiamati a dare di fronte alle vecchie e nuove
povertà (poveri, ammalati, anziani, senza lavoro, rom,..) ?
CCPP
* Si ribadisce l’importanza
dell’accoglienza e della relazione personale diretta
CATECHISTI
* Ampliare l’orizzonte di ragazzi e
adolescenti con gesti progressivamente più impegnativi di carità e
di volontariato.
* Sfruttare la naturale capacità di
accoglienza dei ragazzi per preparare una società più fraterna.
CARITAS
* Le comunità si sentano coinvolte
direttamente nel settore della carità e dell’accoglienza anche se
concretamente solo un gruppo di persone avrà compiti operativi.
LETTORI
GIOVANI
* Coinvolgere nella dimensione
caritativa anche gli adolescenti.
Quali modificazioni
della nostra popolazione e del nostro territorio ti sembrano più
meritevoli di attenzione pastorale ?
CCPP
* Famiglie in sofferenza perché
toccate da separazioni, divorzi o le cosiddette famiglie allargate
che ne derivano.
* Famiglie giovani e famiglie che si
trasferiscano nei nostri paesi in seguito alla crescita urbanistica.
* Ricuperare alla fede le tante persone
che frequentano a intermittenza o molto saltuariamente ma chiedono i
gesti fondamentali per l’identità cristiana per sé e per i figli.
* Puntare alla qualità cristiana delle
persone più che preoccuparsi della quantità. Solo la qualità
produce testimonianza.
CATECHISTI
* Al primo posto stanno le situazioni
familiari spesso complesse e difficili (tensioni,separazioni,
divorzi, orari di lavoro che impediscono il dialogo, ecc.) dentro le
quali vivono bambini, ragazzi, adolescenti e giovani.
* In secondo luogo occorre una
riflessione sulla progressiva perdita di capacità persuasiva, in
ordine a una vita autentica e buona, delle nostre comunità. Come se
la luminosità del Vangelo si sia spenta e non venga più percepita
come capace di dare smalto e pienezza alla libertà dei ragazzi e dei
giovani.
E’ sufficiente spiegare ciò con
l’ambiente scristianizzato? Noi proprio non c’entriamo?
CARITAS
* La modificazione della popolazione
più evidente e che richiede una vera attenzione prioritaria è la
presenza ormai significativa di stranieri provenienti da paesi,
culture e religioni diverse.
LETTORI
GIOVANI
* Apertura verso i nuovi arrivati nei
nostri paesi.
MISSIONI
4 maggio 2010