Cerca
domenica 5 settembre 2010 ..::  Parrocchia  » Carta di Missione ::.. Registrazione  Login
Sintesi Incontro

Unità pastorale

Bernate – Casate – Castelletto Cuggiono

-------------------------------------------------


RACCOLTA PER TEMI

DEGLI INTERVENTI CIRCA LA CARTA DI MISSIONE



A distanza di qualche anno dalla visita pastorale cosa colgo di nuovo e di stimolante di fronte alla proposta di un cammino di comunione tra le nostre comunità? Quali fatiche incontriamo per vivere la comunione tra laici, religiosi/e, e presbiteri?


CCPP :

* Fa’ difficoltà la scarsa conoscenza tra i membri dei CCPP e la scarsa conoscenza dei percorsi pastorali delle diverse parrocchie. Utile far girare i verbali delle riunioni dei consigli alle altre comunità usando gli informatori o siti parrocchiali.

In particolare le parrocchie di Bernate e Casate si sono 9nserite in un cammino decanale che non conoscevano.

* Utile coordinare le attività per evitare ripetizioni e sovrapposizioni e per un uso migliore delle risorse che abbiamo.

* Va incrementata la comunione tra i nostri presbiteri.

Da loro ci aspettiamo una più puntuale e insistente presentazione di quanto l’Arcivescovo va proponendo in ordine al nuovo assetto pastorale della comunità diocesana.

* I tempi del cammino verso le comunità pastorali siano dettati non dalla fretta ma dalla progressiva sintonia che le comunità realizzano

* Organizzare insieme il cammino del prossimo anno pastorale


CATECHISTI

* Ci si conosce troppo poco anche tra catechisti dello stesso paese. Qualche volta emergono fastidiose rivalità che rendono faticoso il lavorare insieme sullo stesso gruppo di ragazzi.

* Vanno razionalizzati i momenti di incontro che ci sono distinguendo tra

Momenti di formazione dei catechisti: sono anche loro cristiani che si misurano con la gioia e la fatica del credere;

Momenti di preparazione immediata degli incontri e delle attività rivolte ai ragazzi

Momenti di preghiera. Proponiamo ritiri spirituali ai ragazzi e noi ?

* E’ urgente raggiungere l’unità dei percorsi, ancora oggi differenti, circa l’anno di inizio del percorso di iniziazione e la collocazione dei sacramenti.

* Il percorso, anche catechistico, degli adolescenti va raccordato meglio con il percorso dell’iniziazione.


CARITAS

* Le nostre Caritas hanno cominciato a lavorare insieme. Gli operatori si stanno conoscendo e scambiando informazioni sulla gestione degli aiuti e l’identità delle persone seguite.

* Sembra che si debbano sfruttare di più e meglio le riunioni mensili decanali per la formazione e il coordinamento.

* I nostri presbiteri mostrano un atteggiamento positivo e di incoraggiamento nei confronti delle attività caritative.


LETTORI

* E’ buono il progetto di un cammino comune delle nostre 4 parrocchie. Dobbiamo conoscerci di più e agire in modo conforme alle direttive del Vescovo che ci chiama a una comunione effettiva tra le nostre comunità ma salvaguardando sia l’identità delle parrocchie sia l’effettivo beneficio spirituale che ne possa derivare.


GIOVANI

* Difficile conciliare le priorità dei vari paesi, le tradizioni specifiche e le diverse realtà. Difficile anche l’incontro tra i giovani dell’unità pastorale. Ci si conosce ancora troppo poco.

* Positivo appare comunque lo sforzo di uscire dalle nostre piccole realtà di paese.

* Ci appare preoccupante (siamo quasi tutti catechisti) il clima nel quale vivono ragazzi, adolescenti e giovani delle nostre parrocchie e ci sembra necessario un lavoro sui genitori che tutte le nostre parrocchie devono intraprendere.


MISSIONI

* La difficoltà maggiore deriva dal non conoscerci e dal non partecipare agli incontri comuni.

* Molti operatori hanno impegni anche in altri settori e questo genera dispersione.


Quali decisioni intravedo importanti anche se difficili da attuare? Quali mi appaiono già promettenti ? Quali ancora inattuate? Usando un’immagine biblica: quali terreni mi sembrano già fecondi, quali duri e secchi, quali inesplorati? Quali scelte pastorali mi sentirei di privilegiare in prospettiva missionaria ? E perché ?


CCPP

* E’ importante che ci sia maggior comunione tra i nostri presbiteri.

* Dobbiamo crearci uno spirito di lavoro meno campanilistico. Sono da privilegiare i momenti comuni.

* Si sintonizzino orari e attività (esempio di scarso coordinamento: i corsi di preparazione al Matrimonio non sono unitari).


CATECHISTI

* Poiché molti adulti delle nostre comunità non conoscono cosa viene proposto ai ragazzi e ai giovani è necessario pubblicizzare e descrivere le iniziative e i percorsi formativi che si attuano.

* Dare inizio ai percorsi di iniziazione alla fede anche in età prescolare.

* Va assolutamente curata la formazione dei nuovi catechisti sia per quanto riguarda il loro percorso di appropriazione della fede sia per quanto riguarda la capacità pedagogico didattica.


CARITAS

* Fare rete con tutte le agenzie sociali del territorio (caritas, consultori cattolici, servizi sociali, sportelli per stranieri, sportelli lavoro, CAV, ecc.)

* Terreno duro: il ricambio generazionale. Gli operatori sono pochi, non più giovanissimi e…quasi tutte donne. Mancano i giovani.

* Privilegiare come scelta pastorale in prospettiva missionaria la pedagogia della carità e dell’amore verso il prossimo dal quale tutte le attività delle parrocchie devono essere pervase.


LETTORI

* Per quanto riguarda i lettori. Vanno qualificati anche dal punto di vista tecnico della dizione ma prima ancora da una vera formazione biblica (il nuovo lezionario presenta testi a volte un po’ ostici..).


GIOVANI

* Creare un gruppo che sia l’anima delle attività rivolte ai giovani.

* I parroci lascino carta bianca a livello giovanile.

* Utili ci sembrano momenti di condivisione sia in vista della progettazione sia, soprattutto, per confrontarci sulla nostra fede e per pregare insieme.


MISSIONI

* Urgente interessare i giovani alla attenzione missionaria.

* Non si riduca l’attività missionaria a raccolte di fondi. Che conta e che il Vangelo sia annunciato: la carità è solo il veicolo o il segno del Vangelo che cambia i cuori e gli stili di vita.



Cosa fare per accogliere nel nostro decanato l’invito ad una maggior sobrietà pastorale? Quanto alle risorse: che cosa abbiamo ? Che cosa ci manca ? Come meglio investire le nostre risorse ? Quanto alle diverse attività pastorali che cosa “potare” perché portino più frutto ?


CCPP

* Criterio per questa valutazione deve essere la ricaduta spirituale dei ogni nostra iniziativa.

* Quanto a ciò che manca: si nota la scarsa disponibilità ad assumere impegni continuativi che richiedono tempo, preparazione e costanza. Ne viene un ‘ricambio’ insufficiente.

* Sembra scarsa la consapevolezza del valore della esemplarità sia personale che comunitaria.

* Al di là dell’esemplarità è forse il nostro modo di vivere la fede troppo standardizzato a rendere poco accattivante il richiamo del Vangelo. Forse siamo poco attenti al vissuto delle nostre famiglie con i problemi che esse incontrano

* Come risvegliare la voglia di vangelo in persone che sembrano farne a meno senza problemi?


CATECHISTI

* Va potata la miriade di incontri cui sono chiamati a partecipare coloro che svolgono servizi continuativi nelle nostre comunità.

* Si pensi ad un’unica catechesi adulta per tutti gli operatori! Allo stesso modo ci sia, con cadenza da stabilire, un unico momento di preghiera per tutti che ci nutra dal punto di vista più spirituale.

* Investire di più nel rapporto con le famiglie con una conoscenza più diretta e personale. Non bastano le domeniche insieme. Riflettiamo di più su quali sono le aspettative vere dei genitori per offrire contenuti davvero adatti alla situazione spirituale in cui vivono.


CARITAS

* Ottimizzare le risorse attraverso la collaborazione.

* A livello di formazione fare tutti riferimento ai sussidi della Caritas diocesana.


LETTORI

* Le celebrazioni con la presenza di ragazzi e genitori favoriscono partecipazioni più vive e sentite

* Da potare in assoluto l’uso di canti in latino incomprensibili a ragazzi e adulti.


Una pastorale di insieme si articola almeno su tre livelli: parrocchia, unità/comunità pastorale, decanato. Alla luce di quanto emerso nella visita pastorale e proprio per meglio valorizzare la specificità dei diversi livelli, cosa mi sentirei di dire ? In ordine alla concrete attività pastorali, che cosa confermare, che cosa raccomandare, che cosa introdurre?


CCPP

* Vedi le risposte precedenti


CATECHISTI

* Il ruolo del decanato dovrebbe essere quello di una supervisione per verificare che il cammino sia uguale in tutte le parrocchie, che si proceda sugli stessi binari e in vista degli stessi obiettivi.

Poiché la costruzione delle unità/comunità pastorali richiede molte energie sia nel seguire i percorsi diocesani, sia nella sintonizzazione delle comunità coinvolte, sia nello sforzo di mantenere l’identità delle varie parrocchie, si ritiene che una eccessiva programmazione decanale verrebbe sentita più come un peso che come una risorsa


CARITAS

* Il decanato curi la formazione degli operatori sia con incontri mensili in loco che con scuole per gli operatori

* Al decanato il compito di coordinare la presenza e le attività sul territorio.


LETTORI

* Ad ogni livello deve emergere una costante capacità di accoglienza delle persone capace di far sentire l’altro come parte di una comunità.

* Un capitolo che il decanato deve riaprire assolutamente è quello di una catechesi per gli adulti e per i giovani adulti. Momento comunitario e formativo originario (erano assidui all’insegnamento degli apostoli – narra il libro degli Atti) è praticamente sparito nelle nostre comunità. Nelle nostre unità/ pastorali questo momento deve possibilmente diventare unitario.


GIOVANI

* Crediamo al momento più importante concentrarci sul cammino di formazione delle comunità/unità pastorali.

* Il decanato curi l’unità del presbiterio e momenti formativi che le unità/comunità pastorali faticherebbero a sostenere.


MISSIONI



In vista della Carta di comunione per la missione provo ad indicare alcuni (ad esempio, quattro o cinque) punti, a mio giudizio essenziali per dare fisionomia e slancio missionario alle comunità cristiane del nostro territorio. Sono qui in gioco le sfide culturali del nostro tempo. Come rendercene conto ? Da quali ci sentiamo particolarmente interpellati ? Come affrontarle per inserirvi l’inquietudine del lievito evangelico ?


CCPP

* Tornare all’origine, all’essenza della fede, cioè alla relazione viva con il Signore Gesù

* Riscoprire la relazione, il rapporto umano, il dialogo personale


CATECHISTI

* Per presentarci come testimoni credibili fare di Gesù il centro della nostra vita

* Curare i rapporti umani con ragazzi e famiglie.

* Incrementare le sinergie con le varie agenzie educative operanti nel territorio.


CARITAS

* Le sfide culturali riguardano soprattutto nuove povertà, integrazione, dialogo interreligioso.

Per dare slancio missionario alle nostre comunità bisogna insistere su una cultura dell’accoglienza.

Spesso gli operatori della caritas sentono la diffidenza di molti cristiani quando si pongono i gesti della carità verso lo straniero.


LETTORI


GIOVANI

* Promuovere condivisione e conoscenza reciproca.

* Attenzione speciale agli adolescenti


MISSIONI



Quale testimonianza evangelica siamo chiamati a dare di fronte alle vecchie e nuove povertà (poveri, ammalati, anziani, senza lavoro, rom,..) ?


CCPP

* Si ribadisce l’importanza dell’accoglienza e della relazione personale diretta


CATECHISTI

* Ampliare l’orizzonte di ragazzi e adolescenti con gesti progressivamente più impegnativi di carità e di volontariato.

* Sfruttare la naturale capacità di accoglienza dei ragazzi per preparare una società più fraterna.


CARITAS

* Le comunità si sentano coinvolte direttamente nel settore della carità e dell’accoglienza anche se concretamente solo un gruppo di persone avrà compiti operativi.


LETTORI


GIOVANI

* Coinvolgere nella dimensione caritativa anche gli adolescenti.



Quali modificazioni della nostra popolazione e del nostro territorio ti sembrano più meritevoli di attenzione pastorale ?


CCPP

* Famiglie in sofferenza perché toccate da separazioni, divorzi o le cosiddette famiglie allargate che ne derivano.

* Famiglie giovani e famiglie che si trasferiscano nei nostri paesi in seguito alla crescita urbanistica.

* Ricuperare alla fede le tante persone che frequentano a intermittenza o molto saltuariamente ma chiedono i gesti fondamentali per l’identità cristiana per sé e per i figli.

* Puntare alla qualità cristiana delle persone più che preoccuparsi della quantità. Solo la qualità produce testimonianza.

CATECHISTI

* Al primo posto stanno le situazioni familiari spesso complesse e difficili (tensioni,separazioni, divorzi, orari di lavoro che impediscono il dialogo, ecc.) dentro le quali vivono bambini, ragazzi, adolescenti e giovani.

* In secondo luogo occorre una riflessione sulla progressiva perdita di capacità persuasiva, in ordine a una vita autentica e buona, delle nostre comunità. Come se la luminosità del Vangelo si sia spenta e non venga più percepita come capace di dare smalto e pienezza alla libertà dei ragazzi e dei giovani.

E’ sufficiente spiegare ciò con l’ambiente scristianizzato? Noi proprio non c’entriamo?


CARITAS

* La modificazione della popolazione più evidente e che richiede una vera attenzione prioritaria è la presenza ormai significativa di stranieri provenienti da paesi, culture e religioni diverse.


LETTORI


GIOVANI

* Apertura verso i nuovi arrivati nei nostri paesi.


MISSIONI






4 maggio 2010
















Parrocchia
Parrocchia - Oratorio Cuggiono - Copyright (c) 2010-2011   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2010 by DotNetNuke Corporation