L’avventura della XXVI GMG è
cominciata da un pezzo: dal momento in cui il Santo Padre Benedetto XVI,
a Sydney, il 20 luglio 2008, ha invitato nell’agosto 2011 i giovani di
tutto il mondo ad andare con Lui a Madrid. La Giornata Mondiale della
gioventù di Madrid è ancora lontana, ma i mesi che ci separano da
quell’appuntamento non impediscono alla fantasia di tanti giovani di
immaginare le future giornate spagnole. Per
“partire”
vi proponiamo tre gesti concreti; altre attenzioni le lasciamo alla
fantasia di ognuno.
1. Pregare Da
oggi si potrebbe cominciare chiedendo a Dio, per intercessione della
Beata Vergine Maria, Patrona della GMG di Madrid, che la Giornata
Mondiale della Gioventù sia un evento di grazia per tanti giovani e per
il mondo intero; chiediamo a Dio la grazia di liberare il mondo
giovanile dal flagello della droga, della guerra, della paura, della
pornografia, della violenza, della prostituzione; chiediamo a Dio il
dono della fede per tanti giovani che si sono allontanati dalla Chiesa;
chiediamo a Dio che ogni giovane scopra e segua la propria vocazione.
Ogni
giorno regoliamo i nostri cellulari o i nostri orologi perché ci
ricordino con uno squillo, a mezzogiorno o in un altro momento, di
recitare almeno un’Ave Maria per le intenzioni che ci stanno a cuore…
ovunque saremo…
2. Cercare compagni di viaggio La
GMG è sempre un’esperienza indimenticabile. In tutti i modi possibili è
necessario diffondere la “buona notizia” della Giornata Mondiale delle
Gioventù e coinvolgere quanti più giovani possibili, per una
preparazione che inizi da subito; la Giornata Mondiale della Gioventù
diocesana del 28 marzo 2010, Domenica delle Palme, può essere una grande
occasione per invitare i giovani a
“partire” con i
preparativi.
3. RisparmiareRisparmiare
non solo per noi stessi, ma anche per coloro che all’ultimo momento
potrebbero aver bisogno di aiuto economico. Un’idea potrebbe essere
quella di creare una specie di salvadanaio in cui mettere qualche
spicciolo risparmiato; facendo due calcoli, potrebbe essere sufficiente
rinunciare, ogni giorno, all’equivalente di un caffè o di 3 sigarette,
un “happy hour”