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TESTO:
D'improvviso un gran rumore tutti accende: è arrivato MO.CHI!
Sul suo viso il buon umore che ti prende: scatenato MO.CHI!
Veste corta, cotta bianca, prende in fretta: scompigliato MO.CHI!
Pure storta, ma non manca che la metta: perdonato MO.CHI!
Ma che tipo, che tipo a-MI-CO è per noi del MO-CHI! Ma che tipo, che tipo a-MI-CO è per noi... per noi del MO-CHI!
Sempre intenso e generoso il suo servizio: accurato MO.CHI!
Con l'incenso dentro il "coso" fa esercizio: preparato MO.CHI!
"Da secondo" ci son vari candidati: preoccupato MO.CHI!
Laggiù in fondo due cantari son snobbati: l'ha notato MO.CHI!
Sempre intenso e generoso il suo servizio: accurato MO.CHI!
Ma che tipo, che tipo a-MI-CO è per noi del MO-CHI! Ma che tipo, che tipo a-MI-CO è per noi... per noi del MO-CHI!
"Questo è il cuore del servire, lasciar fare": ben pensato MO.CHI!
Il Signore può venire se sai dare: te beato MO.CHI!
Chierichetti sia nel gioco che in preghiera: sconfinato MO.CHI!
Se ci metti dentro un "fuoco" qui si avvera il mandato MO.CHI!
Sì, Gesù, Gesù l'a-MI-CO è per noi del MO-CHI! Sì, Gesù, Gesù l'a-MI-CO è per noi... per noi... Sì, Gesù, Gesù l'a-MI-CO è per noi del MO-CHI! Sì, Gesù, Gesù l'a-MI-CO è per noi... per noi del MO-CHI!
MO.CHI!
Struttura delle strofe (a 2 a 2): 8 righe in rima parallela (1ª con 5ª, 2ª con 6ª, ecc.); 4ª e 8ª riga sempre in ... ato .
Temi delle strofe: 1) presentazione del Mochi vivace e gioioso; 2) la veste del chierichetto; 3) spirito di servizio e preparazione; 4) e 5) servizio nei confronti degli altri e accoglienza del Signore; 6) unità di vita del chierichetto e impegno vocazionale/missionario.
Gesti strofe : 1) mimo del guardarsi intorno e del sorriso sul volto; 2) del vestirsi; 3) turibolo; 4) cantari; 5) mani aperte e stese (invito + accoglienza); 6) mano sul cuore (identità del chierichetto e allusione all'amicizia con Gesù).
Ritornelli : il 1° allude all'amicizia in generale all'interno del movimento chierichetti; il 2° specifica in Gesù il referente e autore principale di questa amicizia.
Gesti ritornelli : “ma che tipo” = pollice in su (segno dell'ok), “è per noi” = pollice rivolto verso se stessi, “sì Gesù” = i due indici puntati in alto. Sono sillabate e sottolineate le parole AMICO e MOCHI: è un gioco di parole sullo scambio di vocali nelle 2 sillabe che può essere evidenziato con due urla staccate nell'esecuzione: MI!!! - CO!!!; MO!!! - CHI!!!. Alla fine si può pensare a un urlo che sale a poco a poco.
Esecuzione : un solista o coro guida (a cui si può aggiungere chi ha il testo in mano) per le strofe; i ragazzi intervengono con MO.CHI , piegandosi in contemporanea sulle ginocchia. Durante strofa e ritornelli i ragazzi eseguono i gesti proposti da un animatore. Il ritornello è tutti insieme, scandendo bene con un urlo le sillabe sottolineate. Nell'ultima strofa scorre la musica, si interviene a tempo debito con MO.CHI, e si riprende il canto col 2° ritornello.
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| Pizzata di domenica 15 aprile
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PIZZATA DI DOMENICA 15 APRILE RICORDO A TUTTI CHE DOMANI, DOMENICA 15 APRILE, ALLE ORE 19.00 PRESSO LA BASILICA CI TROVEREMO PER LA PIZZATA PER IL NOSTRO GRUPPO CHIERICHETTI!! SE NON VI SIETE ANCORA ISCRITTI, CONTATTATE AL PIU' PRESTO UNO DEI CERIMONIERI PER COMUNICARE LA VOSTRA PRESENZA! costo di partecipazione: 7 €. VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!! 
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UN SINCERO AUGURIO A VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE DI UNA BUONA PASQUA, PIENA DI GIOIA E SERENITA'!
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Nella Chiesa cattolica, il ministrante è colui che svolge un servizio pieno, attivo e consapevole a Dio, nella persona del sacerdote e, all'assemblea, nelle Sacre Scritture e nel Sacramento. Il suo è considerato un vero e proprio ministero liturgico. Dal momento che il ministrante, nel condurre la sua vita, è chiamato ad assumere un comportamento conforme agli insegnamenti del Vangelo, è particolarmente indirizzato a svolgere compiti di apostolato.
Prima del Concilio Vaticano II si usava il termine chierichetto, diminutivo di "chierico", derivato dal latino clerum, a sua volta ripreso dal greco kleros, con il significato di "parte scelta". Con la riforma liturgica si è voluto specificare qual è il senso e la forma di questo ministero e si è sostituito il termine "chierichetto" con "ministrante", che viene dal latino ministrans, "colui che serve". È detto anche "ministro dei ministri", essendo al servizio di essi.
A livello giuridico, il servizio del ministrante è legato a quello del ministro istituito (uno dei due ministeri, assieme a quello del lettore) detto accolito. La Chiesa cattolica prevede che oltre all'accolito istituito si possa dare anche un ministero di accolito de facto: i fedeli possono svolgere temporaneamente alcune funzioni dell'accolito, e questo è quello che avviene con la funzione svolta dai ministranti (specialmente nella preparazione dei vasi sacri e delle incensazioni, o nell'adempiere a funzioni diverse come cerimoniere liturgico, specialmente nell'assistenza di un Vescovo, porgendo mitra e pastorale con la vimpa).
Durante la funzione liturgica prestano assistenza al celebrante con le ampolline, il messale, il campanello e altri oggetti liturgici. Possono assolvere al compito di turiferario (addetto al turibolo per le incensazioni), navicelliere (addetto alla navicella), ceroferario (addetto ai candelieri), crocifero (addetto alla croce).
Compiti non canonici sono la raccolta delle offerte e il portare il segno della pace ai fedeli. Possono inoltre leggere brani minori delle letture o animare le risposte dei fedeli.
ministranti sono organizzati in gruppi liturgici parrocchiali con assistenti per la formazione e responsabili per l'organizzazione, esistono anche dei gruppi decanali o addirittura diocesani. Si entra a far parte del gruppo dopo un periodo di prova e di formazione, ricevendone il mandato durante una celebrazione e impegnandosi a svolgere al meglio il servizio.
Gli abiti dei ministranti sono molteplici e differenti. A seconda della tradizione locale e delle indicazioni dell'Ordinario (il vescovo) i ministranti indossano:
Abito talare con cotta: La talare del ministrante può essere di colore nero o rossa. La cotta è bianca con il collare bianco. Solo i ministranti di sesso maschile possono indossare questi abiti.
Camice (o Alba): Veste bianca che raggiunge i piedi, essa può essere di varia fattura, ad esempio può avere il cappuccio o può essere a collo quadro. Può essere corredata da uno stolone del colore liturgico.
Tarcisiana: Veste bianca simile al camice. La differenza sta nelle due strisce rosse verticali che scendono dalle spalle. Il nome deriva da uno dei molteplici patroni dei chierichetti San Tarcisio.
Il santo patrono dei ministranti è san Tarcisio il protomartire dell' Eucaristia, ucciso da soldati romani mentre stava portando l'Eucarestia ai carcerati. I militi, non essendo riusciti a rubargli il corpo di Cristo, innervositi lo ammazzarono. In alcune diocesi il santo patrono è san Domenico Savio. Da molti è invocato come santo patrono anche san Luigi Gonzaga.
I ministranti nel rito ambrosiano si dividono in tre classi, ognuna delle quali avente una funzione durante la messa. Accanto ai ministranti vi è la figura del Cerimoniere che li guida.
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